>>675427>Temo che se non si costruisce una presenza territoriale forte e locale, tutte le sacche di povertà finiranno col votare fascista…Ecco, questo è molto importante. Alcuni dicono che già sia così, ma personalmente credo sia un'esagerazione. Se negli ultimi anni c'è stata una ripresa elettorale della destra, prima in versione leghista-salviniana e ora in quella missina-meloniana, è stato in gran parte un rimbalzo della più ampia coalizione elettorale berlusconiana e del suo ceto elettorale di riferimento: i ceti medi delle piccole e medie imprese, delle partite iva, dell'abusivismo edilizio, di forme più o meno di losche di arrichimento, dei padroni di più d'una casa che hanno principalmente un terrore, quello del fisco occhiuto che poi tanto occhiuto non è stato per decenni, altrimenti loro non avrebbero accumulato quello che anno. Questa bellissima gente vive nel terrore assoluto di dover pagare un giorno qualcosa di sostanziale e temono una specie di apocalisse chiamata "patrimoniale" e forse preferibbero la morte a una prospettiva del genere… Questa base, in tempi recenti, può essere tornata al 40, 45% del voto dopo la glaciazione che aveva seguito la caduta del Berlusca nel 2011 e la sua crescente marginalizzazione politica che ne è seguita. La differenza principale è che il consenso è stato in gran parte assorbito prima dalla lega, poi dal msi 3.0, mentre forza italia vera e propria è al lumicino da un bel po', ma la base che li vota è in gran parte la stessa, socialmente parlando, cambia solo la distribuzione fra (falsi) partiti. Semmai, la maggior fortuna dei "populisti" (sic!) contrapposti ai "moderati" (sic!) è dovuta non solo al declino personale del Berlusca, ma pure ad un generale abbrutimento della situazione che soffia vento in poppa a certi demagoghi dalla retorica più "calda".
Dunque, e mi scuso per la divagazione, per il momento un "movimento reazionario di massa e popolare" non mi sembra esista, almeno non ancora. Ci sono indubbiamente minoranze popolari che, per abbandono, frustrazione, plagio e via dicendo votano pure a destra, ma quando poi vedono dopo al massimo due o tre anni che continuano a prenderlo al culo come o peggio di prima, allora la cosa si esaurisce lì.
Fra l'altro, per fare le porcherie, il sistema ci ha mostrato chiaramente che in questo paese non è più necessario neanche preoccuparsi di una qualche parvenza di "consenso", tanto ti calano dall'alto il tekniko, l'eSSperto, il kompetente e giù di Pinochettismo all'amatriciana.
>Questo fronte unito di Bottai potrebbe accrescere il supporto popolare affiancando sindacati e proteste come quelle alla GKN, organizzare mense e aiuti per i poveri per far sapere alla gente che la vera sinistra esiste e non è quella dei salotti della TV.Esattamente, proprio quello che dico. Esistono due sole strade: o si gioca secondo le "regole" del sistema e allora si cerca il favore del sistema, la visibilità data dal sistema e via dicendo, col risultato che se fai sul serio, ti fottono, non hai nessuna "visibilità" e non ti fanno "esistere" a meno che non ti vendi e fai l'ennesimo pifferaio magico; oppure rompi con tutta questa merda e cominci a battere le strade abbandonate e ignorate dagli altri.
>Non sarebbe male se presentassero liste alle elezioni per fare casino e guadagnare visibilità, ma rigettare l'elettoralismo e pensare alla realtà è un'ottima strategia.Ovviamente, uno non può fare il bordighista, sedere in poltrona discettando per decenni di teoria puramente astratta mentre si schifa ogni forma di lavoro vero come "elettoralismo" o "opportunismo", ma bisogna ri-imparare - o addirittura imparare per la prima volta… - che quello elettorale è
solo un momento dell'attività e della lotta politica. Se non costruisci un minimo di base pronta a funzionare come massa d'urto, che minacci di graffiare, di mordere, allora è meglio lasciar stare e darsi a qualche altro interesse. Bisogna operare su più livelli, organizzazione sindacale, quartieri, comitati di lotta, di restistenza, anche forme di cosiddetta disobbedienza civile.
La cosa divertente è che ricordo bene il bravo Rizzo dire nel 2009/2010, agli inizi della sua avventura con il nome "Comunisti - Sinistra Popolare", oggi semplicemente "Partito Comunista", che le elezioni erano solo un momento per contare i risultati di un lungo lavoro fatto prima e che bisognava risvegliare la passione per la politica e cose simili. Motivo per il quale l'allora movimento, poi partito, fece la scelta inedità di adottare un simbolo quadrato, anziché il tondo normalmente usato dai partiti sulle schede elettorali, cosa che Rizzo rimarcò esplicitamente più volte. Bene. Forse i più giovani non ricorderanno, ma quel periodo era sulla scia della grande crisi finanziaria, già eravamo in recessione, il macello da Monti in poi non era ancora arrivato, ma era già l'Italia di anni e anni di stagnazione, di mancanza di prospettive, di amministrazioni pubbliche da repubblica bananera, di crescente diseguaglianza, di precariato e nient'altro per i giovani e non solo e tante altre cose… Insomma, già allora si potevano piantare i semi per qualcosa di consistente. L'ha fatto il Pelatone? A giudicare da quel che si raccoglie ora, cioè un par de ciufoli, direi proprio di no, o quantomeno è stato fatto malissimo. Dunque, via il Pelatone per manifesta incopetenza. Un decennio e passa non sono bruscolini. Punto e basta.
>>675438Il discorso non è solo di quantità, ma pure di qualità. Dipende molto anche da che tipo di attività questi iscritti fanno in concreto. Non posso proprio valutare la bontà di certi numeri, ma come segnali tu, se ammettiamo che certe cifre siano vere o verosimili, allora vediamo che si può essere la metà, ma darsi fare, oppure essere il doppio, ma stare a dormire.
Riguardo Rizzo, ripeto che la priorità è metterlo in condizione di non nuocere e se non è realistico scalzarlo dalla guida del Pc, allora gli si portino via tutti i militanti validi e le sezioni valide e resti a presiedere un bel niente.
>>675475Per chiarire: quando dico "boomeroni" intendo gente nata fra il 1945 e il 1960, '65 al massimo. Dunque il "boomerone" è in una buona metà dei casi anche un pensionato. In generale, uso questo termine per rimarcare non solo una categoria demografica, ma anche una certa attitudine, tipo essere cresciuti ed essersi sistemati in un'epoca di crescente benessere e relative opportunità, poi aver partecipato attivamente o passivamente al suo smantellamento senza però pagarne il prezzo e ora sputare pure sulle successive generazioni. In gran parte, ritengo che questa categoria sia coincidente con quel "ceto medio" tendente a destra di cui parlavo prima, ma anche di un altrettanto tossico "ceto medio" tendente al piddì, principalmente legato all'impiego pubblico o parastatale o comunque in passato altamente garantito, insomma, basi economiche di origine diverse, ma simile posizione sociale oggi: siamo saliti fino a questo punto, poi abbiamo dato un calcio alla scala e vi pisciamo pure in testa. Dunque, e cerco di concludere, un anziano può anche essere di quella generazione, ma non avere quell'attitudine e quel comportamento, dunque non lo bollo come "boomerone".
Detto questo, il problema della mancanza di attrattiva verso certe generazioni è un dato di fatto e non so come si può risolvere la cosa. Senz'altro, non essere un boomerone e non orientare la propria comunicazione ai boomeroni sarebbe un buon inizio.
Oh, stasera tutti qui, pronti a darci giù, eh? Starete in piedi ad aspettare la Befana?