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/leftypol/ - Leftist Politically Incorrect

"The anons of the past have only shitposted on the Internet about the world, in various ways. The point, however, is to change it."
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ITALIANS DO IT BETTER

Manica di degenerati. Non mi aspettavo proprio che dopo un mese d'assenza, il filo cadesse dalla tavola. Vabè, leftypol ormai è l'ombra di quello che era soltanto qualche anno fa, ma c'è un limite a tutto.


>>2677950
the thumbnail is dead

>>2680334
Not a big deal, it was gossipy rubbish just to have a laugh…
Anyway, another public meeting with Chris Smalls in Milan tomorrow:
https://contropiano.org/eventi/da-minneapolis-a-milano-ice-out-incontro-con-chris-smalls

Boop

Le ICP status?

Interrompo il mio silenzio per dire che non voterò più se non avrò la certezza che il mio voto contribuisca a far giustiziare per bollitura, per squartamento o per impalamento tutta questa manica di pedofili psicopatici degenerati in ogni parte del mondo.

>>2696004
What's that? The International Council of Pedophiles? You can watch them unleash the apocalypse live on tv from all over the world right now.

>>2720098
>What's that?
Insane Clown Posse

>>2720205
Sorry, but no one really give them a thought here. Maybe a few connoisseur of their rap subgenre, but I've never known of any organised Juggaloo activity in this fucking country.
That said, if you're referring to some kind of esoteric group claiming to be the sole bearers of the only true, absolutely inerrant and perfectly sound interpretation of the Scriptures who complain about an Irish hip hop group being named Kneecap because that's a reference to Provos kneecapping drug traffickers in their towns and that's bad because the Provos are Irish nationalists and nationalism is always le bad… Well, I stay the fuck away from them basically the same way I keep very distant from fascists, zionists, libs, democratic "socialists", pedophiles and other abominations.

>>2720098
io non saprei chi votare sinceramente

Questa è la prima sconfitta netta per il governo melonaro. Le altre volte c'era sempre una scusa - "erano solo regionali/comunali" o cose del genere. Stavolta c'è stato un voto nazionale, secco, o una cosa o l'altra.
Non mi interessa la latrina dei commenti in televisione, ma non ho dubbi che la compagine governativa alzerà il volume del piagnisteo: se "I GIUDICI NUN ME FANNO GOVERNÀÀÀÀÀ!!! LI MORTACCI LORO!!!" è stato il grido di battaglia in questa campagna referendaria, allora c'è da prendere atto che nel prossimo anno e mezzo - se c'arriva… - nun la faranno governà proprio… Che senso ha, allora, restare aggrappata alla poltrona? Dimissioni, scioglimento immediato delle camere e nuove elezioni entro la fine di maggio. Del resto è un calendario e un periodo dell'anno perfettamente ragionevole per farlo. Indubbiamente meglio delle ultime elezioni legislative a settembre - campagna elettorale in piena estate e rincorsa ancora più raffazzonata del solito per approvare la legge di bilancio in tempo subito dopo.
Intendiamoci: un ipotetico "campo largo" al governo sarebbe l'ennesima iattura. E quei fenomeni sono perfettamente capaci di buttare al vento la possibilità di riprendere l'iniziativa e passare all'attacco. Intanto, non vedo come il governo melonaro possa ancora vantare credito politico per portare avanti l'altro suo piatto forte: er premierato all'amatriciana. Un pastrocchio che solo per quanto è contorto merita di essere bocciato senza starci a sprecare neanche due minuti ad approfondirne i dettagli. E teniamo anche conto che anche con una maggioranza parlamentare ampia e confortevole, c'hanno messo tre anni per concludere l'iter parlamentare di questa fallita riforma del CSM. In teoria, se volessero, potrebbe andare di corsa e realisticamente avere le due approvazioni entro la fine di quest'anno, ma poi il referendum ci sarebbe inevitabilmente nel 2027, quando comunque, o in primavera o in autunno, la legislatura finirà e ci saranno nuove elezioni. Siamo in mano a manigoldi, incapaci e svitati e, anche se la prossima maggioranza sarà di "colore" diverso, la situazione purtroppo non cambierà.

Italian leftist cinema mogs hard

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>>2752006
L'hanno presa bene.

>Dimissioni, scioglimento immediato delle camere e nuove elezioni entro la fine di maggio. Del resto è un calendario e un periodo dell'anno perfettamente ragionevole per farlo. Indubbiamente meglio delle ultime elezioni legislative a settembre - campagna elettorale in piena estate e rincorsa ancora più raffazzonata del solito per approvare la legge di bilancio in tempo subito dopo.

Il rischio è GROSSO. Siamo in un periodo che richiede stabilità e un eventuale crisi di governo, ora come ora, premierebbe l'opposizione. Probabilmente meglio aspettare la fine della legislatura o quando si saranno comunque calmate le acque. Farlo ora con i prezzi in salita e la guerra all'orizzonte è un rischio troppo grossi per quelli lì.

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Fcking moffinists

Bump

Come posso “organizzarmi” da immigrato in Italia? Sono nel nord

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Buona festa della liberazione dioporco❤️

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>>2787000
USB o qualche altra organizzazione locale, per i partiti è difficile.
>>2792367
Anche a te!

>>2720262
>nationalism… le bad
t. Marx

Italianos, answer: >>2811046

Is true that Italian boys want to fuck their moms? That's kinda weird bros

>>2793017
Like he said, working man has […] country

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Non si smette mai d'imparare

>>2829865
Na tristezza

Bump

Sembra che il fascismo vincerà in Italia. Voglio dire, a questo punto la maggior minaccia del governo Meloni non è neanche uno della sinistra, ma un ex’generale capitalista, razzista e omofobico che vuole che l’Italia sia ancora più schiava all’America ed Israele (ma del resto, nessun politico in Italia può avere una carriera senza viaggiare a Washington DC per dichiarare massima lealtà alla casa Bianca e Tel Aviv). Ovviamente, sto parlando di Roberto Vannacci del “Futuro Nazionale”, che ora ha 5% dei sondaggi. Credo che l’italiani abbiano già capito che votare non serve a nulla, ma credo che Meloni cercherà di allearsi con lui per poter rimanere in potere per lungo sebbene i sondaggi di Meloni non sono le migliori.

>>2857100
Elettori di destra i più cojoni in assoluto. Le proposte di Vannacci sono tutte minestra riscaldata, tutta roba già proposta da salvini e meloni. Paese bollito.

>>2752797
what the fuck is a moffinist

Bumpy

https://unrollnow.com/status/2095933284668576111

"Americans are in a position to kill any Italian politician; they are in a position to kill quite easily the Prime Minister, the Minister of Defense, the Minister of Foreign Affairs. And why? Because the CIA has a capillary control of Italian territory, because the CIA has been among us for decades. If you look at what happened in Venezuela, the CIA managed to conduct that operation—Americans managed to conduct that operation without having any CIA bases in Venezuela. The CIA in Italia knows every single square centimeter of Palazzo Chigi, of Montecitorio, of Palazzo Madama; it knows everything about the lives of our politicians and our ministers. On any Italian minister, the CIA has a dossier that it can release at any moment.
In Italy, American bases ensure that American soldiers have capillary control over Italian territory, because we not only have at least five American bases on our territory and various nuclear warheads, but we also have 120 installations—120 installations on Italian territory that American soldiers have access to. We call them NATO installations; they are radars, shooting ranges, barracks, warehouses. The United States in Italy—look at this scandal that has just come out, Rutte said: '500 aircraft took off from Italy for the war in Iran.' Giorgia Meloni said: 'They are not 500, they are 200,' which is a staggering number in a 40-day war, meaning aircraft took off from Italian airports every single day involved in the war in Iran.
At Camp Darby, near Pisa, the United States has the largest weapons and ammunition warehouse in the world outside of national borders, and weapons from Camp Darby can leave in only two ways: either they leave through the port of Livorno—which is often blocked by dock workers—or they leave through the military airport of Pisa.
And the American bases in Italy—think of the phrase that Giorgia Meloni keeps repeating, she says: 'American bases are in Italy to defend Italians.' It is not true. American bases are in Italy for America's wars. American bases in Italy serve to increase the power projection of the United States, and power projection is the ability of a State to wage war far from its own borders." Prof. Alessandro Orsini

https://unrollnow.com/status/2099456407934271515

La segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”.

Ed ovviamente, i vecchi del PD la attaccano mentre sono all’oscuro della ragione per qui il PD sta schifando nei sondaggi italiani.

Venezia, aggressione fascista nel cuore della città:
https://www.osservatoriorepressione.info/venezia-aggressione-fascista-nel-cuore-della-citta/

Un gruppo dell’estrema destra olandese aggredisce giovani veneziani con spray al peperoncino e pugni. Sei finiscono al pronto soccorso. Il Morion denuncia: non una semplice rissa, ma un’aggressione fascista dentro una città trasformata in palcoscenico della propaganda reazionaria.

Prima lo spray al peperoncino, poi le botte. Sei giovani veneziani finiscono al pronto soccorso, uno con un trauma cranico e una ferita all’arcata sopraccigliare. È accaduto sabato 12 settembre nel centro di Venezia, in zona San Bartolomeo, dove un gruppo di giovani ha incontrato una comitiva di una decina di olandesi riconducibile alla galassia dell’estrema destra internazionale. Tra gli aggrediti c’è Giovanni Fassioli, consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra nella Municipalità Venezia-Murano-Burano.

A denunciare immediatamente quanto accaduto è stato il Laboratorio Occupato Morion, in un comunicato ripreso da Global Project, che definisce senza ambiguità l’episodio un’«aggressione fascista» contro un gruppo di giovani veneziani. Non una generica rissa tra ragazzi, dunque, ma un episodio che, secondo la ricostruzione del centro sociale, deve essere letto dentro un contesto politico preciso: quello di gruppi e influencer dell’estrema destra europea che utilizzano le città come scenografia per provocazioni, propaganda social e costruzione di consenso.

La ricostruzione pubblicata nelle ore successive conferma alcuni elementi essenziali. Il gruppo straniero sarebbe stato composto da una decina di olandesi e avrebbe avuto come figura centrale l’influencer di estrema destra conosciuto come “Jolly Time”, seguito sui social da oltre centomila persone. I giovani veneziani lo avrebbero riconosciuto mentre realizzava contenuti destinati ai propri canali e avrebbero contestato le posizioni espresse dal gruppo. Da lì la situazione sarebbe precipitata: prima sarebbe stato utilizzato spray al peperoncino, poi sarebbe partita l’aggressione fisica. Sei persone hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

È un particolare che rende difficile derubricare quanto accaduto alla solita categoria rassicurante degli “opposti estremismi” o della “rissa politica”. Eppure è precisamente questo il meccanismo attraverso cui, da anni, la violenza dell’estrema destra viene spesso neutralizzata nel discorso pubblico: cancellare il contesto, trasformare aggressori e aggrediti in due gruppi equivalenti, ridurre la matrice politica a una generica contrapposizione tra giovani.

Il comunicato del Morion serve precisamente a rompere questa rappresentazione. Perché l’aggressione di Venezia non arriva nel vuoto. Arriva dentro un’Europa nella quale l’estrema destra non soltanto cresce elettoralmente, ma costruisce reti internazionali, linguaggi comuni, simboli, campagne e comunità digitali. La militanza reazionaria contemporanea non passa più soltanto dalle sedi dei movimenti neofascisti tradizionali. Passa da TikTok, Instagram, Telegram e dalle piattaforme sulle quali provocazione, razzismo e ricerca dello scontro diventano contemporaneamente propaganda politica e prodotto da monetizzare.

È una trasformazione che non rende questa destra meno pericolosa. Semmai ne amplia enormemente la capacità di penetrazione.

La provocazione viene filmata, montata e distribuita. L’avversario politico diventa materiale per il video successivo. Il migrante, il musulmano, l’antifascista, il militante di sinistra diventano personaggi di una rappresentazione costruita per alimentare indignazione e odio. Il confine tra propaganda digitale e violenza fisica può diventare sottilissimo: lo scontro produce immagini e le immagini alimentano nuovi scontri.

Venezia, da questo punto di vista, è un palcoscenico perfetto. Una città conosciuta in tutto il mondo garantisce visibilità, immagini immediatamente riconoscibili e una platea potenzialmente internazionale. Ma Venezia non è un set a disposizione degli influencer dell’estrema destra europea. È una città reale, abitata da persone reali, nella quale non può diventare normale che gruppi stranieri arrivino per trasformare strade e campi in scenografie della propria propaganda politica.

La questione diventa ancora più seria se si guarda al clima costruito negli ultimi mesi. La crescita dell’estrema destra europea non avviene più ai margini del sistema politico. Dalla Germania all’Italia, dalla Francia ai Paesi Bassi, parole e concetti un tempo confinati negli ambienti neofascisti sono entrati nel dibattito pubblico e istituzionale. “Remigrazione”, sostituzione etnica, invasione, incompatibilità culturale, nemico interno: il vocabolario della destra radicale è stato progressivamente normalizzato e rilanciato anche da settori della destra di governo.

Quando cambia il linguaggio, cambia anche il confine di ciò che viene considerato accettabile.

Non esiste naturalmente un automatismo per cui una dichiarazione politica produce direttamente un’aggressione. Ma esiste un ecosistema nel quale la continua costruzione di nemici sociali rende sempre più praticabile l’idea di provocarli, intimidirli e, in alcuni casi, colpirli. È esattamente per questo che l’antifascismo non può limitarsi alla commemorazione storica. Deve essere capacità di leggere il presente e di riconoscere le trasformazioni attraverso cui l’estrema destra tenta di conquistare spazio pubblico.

Il caso veneziano parla inoltre di un fenomeno che sarebbe sbagliato considerare soltanto italiano. Quella che si sta formando è una vera internazionale nera, certamente eterogenea e attraversata da differenze, ma sempre più capace di condividere campagne, parole d’ordine e nemici. Le piattaforme digitali hanno accelerato enormemente questo processo. Un influencer olandese può costruire contenuti politici nelle strade di Venezia e distribuirli immediatamente a decine di migliaia di persone sparse in Europa. La propaganda non conosce più frontiere, e neppure le reti dell’estrema destra.

È qui che l’aggressione denunciata dal Morion assume un significato che supera la cronaca veneziana. Non abbiamo davanti soltanto nostalgici che celebrano il fascismo del Novecento. Abbiamo una destra radicale contemporanea che ha imparato perfettamente i linguaggi del presente: social network, viralità, provocazione, spettacolarizzazione del conflitto. Può presentarsi con una videocamera anziché con il manganello, parlare il linguaggio dell’ironia e della libertà d’espressione, costruire il proprio personaggio come influencer. Ma quando dalla provocazione si passa allo spray al peperoncino e ai pugni, la modernità dell’involucro mostra una sostanza molto più antica.

Per questo quanto accaduto a Venezia non va minimizzato.

La solidarietà ai giovani aggrediti e a Giovanni Fassioli deve accompagnarsi a una risposta politica capace di impedire che simili episodi vengano archiviati come intemperanze da social network. Il punto non è invocare nuove leggi speciali o alimentare quel panpenalismo che la stessa destra utilizza contro movimenti e conflitto sociale. Gli strumenti per perseguire le aggressioni esistono già. Il problema è innanzitutto politico: riconoscere la matrice della violenza quando essa esiste e smettere di garantire all’estrema destra quella zona grigia nella quale ogni aggressione viene trasformata in “rissa” e ogni antifascista in corresponsabile dello scontro.

Il Morion ha fatto bene a chiamare quanto accaduto con il suo nome. Perché l’antifascismo comincia anche da qui: dal rifiuto di accettare la neutralizzazione del linguaggio con cui viene raccontata la violenza politica.

A Venezia sei persone sono finite in ospedale dopo l’incontro con un gruppo dell’estrema destra internazionale. Non servono formule equidistanti. Serve capire che cosa sta crescendo nelle nostre città e nell’Europa intera. E organizzarsi perché non trovi spazio.

>>2913742
I liberali che hanno speso gli ultimi 30 anni a spiegarci che la libertà individuale è la cosa più importante, che la società non esiste e che lo stato è un leviatano inutile, ora vogliono che i giovani vadano a schiattare in qualche trincea per difendere questo paese.


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